giovedì 13 ottobre 2011

SEL ROVIGO ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE DEL 15 OTTOBRE PER IL CAMBIAMENTO

“Gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri”
Noi ci saremo e faremo la nostra parte
Noi di Sinistra Ecologia Libertà aderiamo convinti all'appello del Coordinamento per la mobilitazione del 15 ottobre 2011,  con i movimenti, le associazioni, singoli, forze politiche e sociali che vi prenderanno parte. La manifestazione sarà l’occasione per dare forza e continuità in Italia e in Europa ad un nuovo movimento capace non solo di svelare le ragioni di questa crisi economica e finanziaria, ma soprattutto di indicare una via di uscita alternativa a quella dei governi e della tecnocrazia europea. 
Le ragioni dell’indignazione che attraversano i movimenti europei si rafforzano nel nostro Paese, dove i riti della vecchia politica decidono non a favore ma contro le persone deboli, i giovani, i disoccupati, i lavoratori. Senza nessun ascolto e nessuna possibilità di dialogo.  Ed inoltre con una opposizione ambigua, e certe volte assente, che non è riuscita finora a mettere sul piatto nessuna ipotesi di alternativa di società cui stringersi intorno, fare massa e a cui dare  consenso.
Siamo consapevoli che nessuno si salva da solo e per questo, noi per primi, ci mettiamo a disposizione, per una grande alleanza sociale, per fare in modo che si possa delineare con forza un’alternativa di Paese e di società, che metta al centro i beni comuni, che prospetti un’altra idea di Europa, che nasca dallo spirito delle giovani generazioni  ora escluse da ogni possibilità sociale. Sviluppo e democrazia non si escludono ma, al contrario, possono essere le basi su cui rifondare un nuovo modello virtuoso, basato sulla riconversione ecologica e su una rinnovata partecipazione democratica.
Tutto questo non può essere deciso nei singoli luoghi di provenienza, ma deve essere fatto in mare aperto.

Partecipiamo alla fiaccolata silenziosa del 14 ottobre

martedì 11 ottobre 2011

PERCHE’ SEL NON ADERISCE ALLA “MARCIA PER IL LAVORO” E PROPONE DI RIAPRIRE IL CONFRONTO

La crisi che sta attraversando il Paese non lascia certo indenne il Polesine, territorio che già sconta un sostanziale ritardo rispetto allo sviluppo economico del resto del Veneto.
In particolare, in questi ultimi anni, abbiamo assistito al pesante ridimensionamento di settori produttivi un tempo punti di eccellenza: l’agricoltura e il tessile-abbigliamento su tutti.
A questi settori si sono via via aggiunti il metalmeccanico, l’edilizia e le costruzioni con crisi complesse che hanno riguardato Acc (ex Zanussi), Grimeca, Cantieri Navali Visentini (per citare le più evidenti!) e molte altre medie e piccole imprese industriali e artigiane.
Anche i settori che sembravano destinati a “supplire” alle difficoltà di quelli tradizionali, quali la più o meno grande distribuzione e i servizi a imprese e persone, stanno subendo la crisi in modo drammatico.
Tutto ciò sta producendo un pesante impoverimento per migliaia di polesani e la perdita di potenzialità produttive che non saranno così in grado di sostenere e accompagnare il rilancio economico del territorio.
Per cercare di dare risposte a questa drammatica crisi, nelle scorse settimane Unindustria di Rovigo ha pensato di proporre un percorso di sensibilizzazione sociale con l’obiettivo di dare uno scossone allo stato di apatia (a loro dire) che sta attraversando la realtà economica polesana.
Delle ragioni di fondo a sostegno della cosiddetta “Marcia per il lavoro”, abbiamo appreso attraverso la stampa dalle dichiarazioni dei proponenti e di coloro che hanno aderito alla manifestazione.
Questa iniziativa avrebbe avuto una funzione sicuramente utile se avesse saputo aggregare e promuovere, attorno a degli obiettivi precisi, l’intera comunità economica, sociale e politica presente in Polesine.
I contenuti e il progetto rappresentato dai vertici locali di Unindustria, appaiono invece

venerdì 7 ottobre 2011

lunedì 3 ottobre 2011

Da Roma con Nichi Vendola “Ora tocca a noi ”: parte il cantiere dell'alternativa per un nuovo centrosinistra

Grande l'entusiasmo della delegazione della provincia di Rovigo (una ventina di persone) che sabato 1 ottobre ha partecipato a Roma alla manifestazione nazionale di Sinistra Ecologia Libertà “Ora tocca a noi – Tutti in piazza con l'Italia che vuole cambiare”, con Nichi Vendola.
Tra gli interventi sul palco quelli di alcuni esponenti di SEL testimoni del significativo contributo che SEL può offrire per il cambiamento della politica all'interno del centrosinistra, quali Amelia Frascaroli per il Comune di Bologna, e Luigi Zedda neo sindaco di Cagliari.
La manifestazione ha sancito in qualche modo la partenza per il nuovo Ulivo, cioè la coalizione di centrosinistra che vuole presentarsi quale alternativa al centrodestra alle prossime elezioni politiche e che vede come protagonisti Sinistra Ecologia Libertà, l'Italia dei Valori e il Partito Democratico. Arturo Parisi e Antonio Di Pietro, intervenuti rispettivamente per il PD e per l'IdV, sono stati accolti molto calorosamente dai manifestanti.
Nichi Vendola ha parlato per più di un'ora, in modo concreto, con proposte politiche che vogliono dare la giusta direzione alla coalizione che si propone, in alternativa al centrodestra, di arrivare al governo del Paese. La scelta di Piazza Navona, a due passi dal Senato, nel cuore di Roma e perciò del potere politico, è quindi un chiaro segnale rivolto a tutti della partenza per la costruzione dell'alternativa.
Secondo Nichi “non ci può essere un programma di alternativa che non sia fondato sulla giustizia sociale e perciò ci dovrà essere una patrimoniale, la tassazione delle rendite e delle transazioni finanziarie, la lotta al contante”. E rivolto agli industriali ha detto: “per il Paese dobbiamo parlare di quale crescita vogliamo: non può essere la crescita dei veleni e dell'inquinamento ambientale, né crescita dello sfruttamento: noi vogliamo una crescita sostenibile”.

Rivolto agli alleati e ai manifestanti Vendola propone un allargamento, senza veti (e senza doverne subire, come accaduto in passato) e ricorda che la vittoria ai referendum è avvenuta per la grande partecipazione popolare sui temi dei beni comuni che toccano la vita di ciascuno: “Quella vittoria ha capovolto il racconto berlusconiano della politica come schermo che separa i dirigenti dal popolo... Non dobbiamo avere pura di affidarci alla nostra gente. Abbiamo bisogno che il cantiere dell'alternativa sia grande e popolare, che veda protagonisti i movimenti, i giovani e le donne: apriamo le porte dei nostri circoli”.
E al termine del discorso: “Il cambiamento lo dobbiamo costruire a partire da noi stessi, dicendo che la politica è generosità, è prendersi per mano. Amo la parola “compagni”, ma dobbiamo essere amici”.