mercoledì 31 ottobre 2012

Nichi Vendola "Se condannato lascio la vita pubblica"

Riporto intervista a Nichi Vendola sulla Stampa, dal sito nazionale di SEL

L’alleanza Pd-Udc che ha vinto le elezioni siciliane “non può diventare il laboratorio dell’Italia futura”. E poi “non si può rottamare D’Alema e riciclare Casini” Fino a ieri Nichi Vendola e Pierluigi Bersani avanzavano a braccetto, ma la vittoria di Crocetta ha disturbato questa armonia. E soprattutto è servita da spunto al leader di Sel – il cui partito resterà fuori dal Consiglio regionale – per ricordare al leader del Pd che il baricentro della coalizione deve essere spostato a sinistra, non al centro. La dichiarazioni a caldo del segretario democratico (“Abbiamo vinto, cose da pazzi”, “risultato storico”) non sono infatti piaciute al governatore pugliese, che definisce “imbarazzante” il “tono trionfalistico” dell’alleato. E questo perché “quando l’astensionismo supera la metà dell’elettorato, vuol dire che la politica nel suo complesso è finita in un buco nero”. Già ieri mattina, durante la videochat nella sede de “La Stampa”, il leader di Sel si era soffermato sulla scarsa partecipazione alle urne in Sicilia. Che, insieme col successo del Movimento 5 Stelle, rappresenta uno dei due dati più significativi del voto.
Lei cercherebbe un accordo con Grillo?
“Grillo riempie un vuoto, ma bisogna dare risposte, non urla scomposte. Con chi ha queste posizioni difficilmente posso immaginare un elemento di congiunzione”.
Grillo fa leva su sentimenti anti-europeisti. Lei fino a che punto crede che i Paesi dbbano cedere la loro sovranità?
“Io sono per gli Stati Uniti d’Europa, ma non sono per il modello Merkel, che prevede la cessione di sovranità ai mercati finanziari. Sono contro le politiche di austerity a senso unico perché voglio difendere l’Europa e perché penso che un’Europa senza welfare è un’Europa che si sta siucidando”.
Crede che con Monti l’Italia abbia acquisito credibilità?
“Questo è scontato. Ciò che è successo in Italia negli ultimi 15 anni è qualcosa di indecente. Però va detta una cosa: il Pd ha rinunciato ad elezioni anticipate facendo nascere il governo Monti, immaginando di poterlo condizionare in senso sociale, ma ciò non è accaduto. Questo esperimento è fallito perchè Monti ha proseguito in continuità con le politiche del governo Berlusconi”.
Qual’è la prima cosa che farete una volta al governo?
“Un’esecutivo fatto al 50 per cento da donne. Qualche nome? Di certo non ci metto la Fornero. E poi cancellerei l’acquisto degli F35 e userei quelle risorse per mettere in sicurezza le scuole”.
Lei è contro la Tav Torino-Lione, ma a favore di quella Napoli-Bari: come si conciliano queste posizioni?
“Io non sono ideologicamente contrario all’alta velocità. Sono contrario al fatto che non si siano considerate le alternative e all’Idea che il popolo sia una specie di bambino che vada pedagogizzato. Per la Napoli-Bari abbiamo ascoltato le popolazioni e abbiamo obbligato più volte Trenitalia a cambiare il percorso. Il mio è un “no” ragionato, non un “no” a prescindere”.

martedì 18 settembre 2012

QUESTA PROVINCIA S'HA DA FARE

quale futuro per la fu provincia di Rovigo?

Mentre la provincia si ostina a produrre carte bollate, con la esile speranza di poter ancora esistere, la sua soppressione è la realtà che ci troviamo davanti agli occhi.
Voglio, tuttavia, essere ottimista e trovare, da quella che molti considerano una  catastrofe apocalittica, una chiave di interpretazione un po' diversa.
Consideriamola una opportunità da sfruttare, individuando quale possa essere la scelta migliore per i nostri territori.
In particolar modo, per la zona del Delta del Po l'affiliazione alla città metropolitana di Venezia, potrebbe costituire quell'elemento che è sempre mancato per dare impulso ad una zona tuttora depressa e, in cui manca un serio piano di sviluppo.
Lasciando perdere gli elementi storici che ci legano al veneziano, a tutti voi noti, mi voglio soffermare su due settori, che ritengo essenziali per lo sviluppo della zona.
Con la soluzione che propongo, tutto il litorale veneto sarà ricompreso in un'unica provincia, che essendo città metropolitana avrà più poteri nell'assetto del territorio e nel settore della pesca, in cui potrà normare in modo incisivo.
Nel settore turistico potranno aversi effetti decisamenti interessanti, con la possibile inclusione da parte dei tour operator nei pacchetti vacanze che includono la città lagunare, e la possibilità di collegamenti con l'aereoporto, oltre al potenziamento della linea ferroviaria Venezia-Mestre.
 Abbiamo tante eccellenze, il museo archeologico di Adria, il nostro bell'ambiente vallivo, e spiagge quasi incontaminate, adesso è il momento di dettare un futuro diverso da quello che parte della politica ci vorrebbe imporre, legato servilmente ad Enel e il suo carbone che ipocritamente continuano a chiamare pulito
Per Sel
Fabio Finotti